Via Campesina: dai piccoli agricoltori, le soluzioni per la crisi della biodiversità.
I delegati dei piccoli agricoltori provenienti da diverse parti del mondo, membri del movimento contadino internazionale Via Campesina, sono presenti alla Convenzione della conferenza sulla biodiversità a Nagoya, in Giappone. Essi rappresentano centinaia di milioni di piccoli agricoltori e famiglie di agricoltori in tutto il mondo.
§Colleen Ross dalla National Farmers Union of Canada ha dichiarato: "Siamo delusi da molte delle iniziative discusse nei gruppi di lavoro della conferenza, come quello sui “biocarburanti sostenibili". Quelli che noi chiamiamo "agrocombustibili" in realtà non sono sostenibili e non costituiscono una fonte rinnovabile di energia. Non sono davvero una soluzione al cambiamento climatico, non portano beneficio per gli agricoltori, i popoli indigeni e comunità locali, ma sono solo un modo per fare più soldi".
Molti piccoli contadini nel Sud del mondo sono vittime di esclusione e di fallimento a causa dell'espansione delle piantagioni di agrocarburanti. Essi perdono la loro biodiversità e le loro terre, a causa di monocolture. La fame e la povertà sono ovunque nelle zone rurali. Peggio ancora, l'agroetanolo e l'agrodiesel non risolvono affatto la crisi climatica, in realtà la aumentano. La storia ha dimostrato che sono i piccoli contadini e gli indigeni che hanno difeso i loro territori e protetto la biodiversità attraverso l'agricoltura ecologica. Pertanto, la Convenzione delle Parti (COP) della CBD non dovrebbe soltanto riconoscere l'importanza di un'agricoltura sostenibile e dell'agricoltura familiare, ma supportarla attivamente. Tale sostegno sarebbe un risultato importante della CBD per la protezione della biodiversità.
La Via Campesina chiede: La fine dell'espansione delle piantagioni di agroefuel, e la riduzione del consumo di agrocarburanti. Non c'è un "biocarburante sostenibile"; informazioni obbligatorie relative all'origine delle risorse biologiche utilizzate per la commercializzazione di tutti i prodotti; una moratoria sulle tecnologie biotech, per contrastare ad esempio i semi transgenici; no ai brevetti o ai diritti di riproduzione sugli organismi viventi, le loro parti e derivati, e la cancellazione di tutti i diritti di proprietà esistenti su questi; l'accesso e l'uso delle risorse biologiche e della conoscenza dovrebbero essere condizionati al previo consenso delle comunità indigene e locali; no ai meccanismi di mercato sulle soluzioni riguardanti biodiversità e cambiamento climatico. (Via Campesina / B@n)
Bioagricoltura Notizie
lunedì 19 ottobre 2009
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