I “mille” (trattori ) assediano la Bastiglia.
Editoriale. I “mille” (trattori ) assediano la Bastiglia
In questi giorni la capitale francese è stata invasa dagli agricoltori che denunciano per l’ennesima volta una eccessiva pressione fiscale e il livello dei prezzi dei prodotti agricoli troppo bassi. Il corteo è passato vicino alla Place de la Bastille, luogo simbolo di una rivoluzione, che finì per cambiare l’approccio alla vita e la visione politica dell’Europa. Chissà, se oltre ad un drammatico momento di protesta, questo non sia anche l’auspicio di un nuovo modo di intendere l’agricoltura e la rivendicazione del dovuto riconoscimento della centralità del settore agricolo nell’Europa dei popoli.
In Sicilia con la stessa rabbia 100 pullman hanno trasportato a Palermo nella giornata del 20 aprile scorso oltre 5000 agricoltori in protesta. Veramente un numero esagerato, se consideriamo che il ben più famoso sbarco che “completò il processo unitario italiano” ne contò non più di “mille” (che pero furono sufficienti alla storia per giustificare la volontà di cambiamento). A Parigi come a Palermo la disperazione è la stessa, figlia del senso di impotenza rispetto ad un sistema di produzione che ormai sfugge dal controllo dell’imprenditore e dell’azienda. In Francia, secondo un autorevole quotidiano, si registra in questi giorni il suicidio di un agricoltore al giorno a causa delle preoccupazioni per il futuro. Vite schiantate contro i mulini a vento di un sistema agroindustriale che si sforza di dimostrare che si può fare a meno dell’agricoltura. E della colpevole inezia della politica.
Oggi il prezzo del grano oscilla dai 110 ai 130 € a tonnellata. Prezzo che non copre minimamente i costi di produzione. Mentre il prezzo dei mezzi in agricoltura sono in continuo aumento, ad un ritmo che nessun agricoltore può sostenere. Bisogna che ci si renda conto, proprio a partire da questo 2010, anno di riflessione sulla Pac, che per gli agricoltori è tempo di ritornare a coltivare la terra con la forza dei loro saperi, a concimare i campi con il letame maturo, il sovescio e le rotazioni agrarie etcc.
È tempo che ci si renda conto che bisogna riappropriarsi della libertà di produrre utilizzando materie prime recuperabili all'interno del settore agricolo utilizzando i saperi del contadino per gestire liberamente il processo produttivo aziendale e il destino delle aziende. Ma soprattutto occorre che si stabilisca un nuovo patto sociale tra agricoltura e territorio, affinché nello svolgimento della loro funzione produttiva (sociale), gli agricoltori siano garantiti e tutelati dalle leggi dello Stato, anche al di sopra delle dinamiche della finanza e del mercato, per garantirne la loro presenza sui territori rurali e provvedere all’approvvigionamento di buona parte di ciò che necessita all’alimentazione dei popoli europei, secondo un nuovo ordine economico che non conosca crisi.
Lillo Alaimo Di Loro - Vicepresidente AIAB
Bioagricoltura Notizie
venerdì 30 aprile 2010
|