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E’ tempo di decidere da che parte stare. Contro il razzismo e lo sfruttamento dei lavoratori migranti.

Primo marzo 2010, 24 ore senza di noi, la giornata senza immigrati. Dopo la storica esperienza statunitense della “giornata senza immigrati” del primo maggio 2006, il primo marzo 2010 può diventare un’altra data storica da raccontare ai propri nipoti: uno sciopero nazionale per i lavoratori immigrati. Facendo nostra la parola d’ordine lanciata in Francia, è necessario dare un respiro internazionale alla lotta dei migranti, perché la loro situazione mostra forti analogie in tutta Europa.

La crisi economica di questi mesi ha mostrato come essa colpisca in modo indisturbato lavoratori italiani e immigrati, ma per questi ultimi la disoccupazione significa anche il forte rischio di diventare irregolari, di passare attraverso un centro di detenzione, o peggio di essere espulsi. Si vorrebbero migrazioni ordinate e migranti disciplinati e remissivi sulla base delle variabili esigenze produttive. Ma i lavoratori migranti di Rosario come di molte altre parti d’Italia stanno gridando che loro non ci stanno.

Nessun sindacato ha ancora proclamato lo sciopero. Noi crediamo che lo sciopero dei lavoratori migranti, sostenuto dai lavoratori e dalle lavoratrici italiani, rappresenti la risposta politica più adeguata contro la precarizzazione e contro il razzismo. Lo sciopero è il certificato di cittadinanza dei migranti: il riconoscimento dei diritti dei migranti passa per la capacità autonoma di sottrarsi allo sfruttamento e al razzismo quotidiani.

Sappiamo quanto sia difficile organizzare uno sciopero di questa portata, ma non siamo più disponibili ad ascoltare le sirene di quanti lo dichiarano preventivamente impossibile, pericoloso e persino dannoso. Il ministro Calderoni ha deriso il progetto di uno sciopero dei migranti per i migranti. E’ necessario mostrare a tutti quelli come lui la forza che i migranti sono in grado di mettere in campo come protagonisti delle loro lotte. Lo sciopero è la vera forza che oggi l’antirazzismo può mettere in campo. E’ finito il tempo degli indugi. Gli indecisi stanno per finire schiacciati dalle truppe del razzismo e della differenziazione democratica. E’ il tempo di decidere da che parte stare. Coordinamento "Nessuno è Illegale" e-mail: nessunoillegale@gmail.com
AltrAgricoltura Nord Est

lunedì 1 febbraio 2010


 
News

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