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L’agricoltura sostenibile brasiliana del Movimento Sem Terra.

Al Klima Forum di Copenaghen è stato presentato dal Movimento Sem Terra (Mst) il "modello di produzione contadina" dove l'agricoltura "agro ecologica" punta sull'auto organizzazione e si sta rapidamente diffondendo. Nel "contro" summit in via di svolgimento a Copenaghen, Luiz Henrique Gomes De Moura, ingegnere forestale e dirigente del settore di produzione e cooperazione del Movimento Sem Terra (Mst) ha presentato l'esperienza del "modello di produzione contadina", un metodo di agro-ecologia, " una forma sistemica di produzione attenta all'osservazione delle relazioni biologiche e naturali dell'agrosistema e alle sue forme di maneggiarlo".

"Questo cibo è totalmente privo di sostanze sintetiche e secondo diversi studi che i nostri prodotti sono meno allergici e più nutritivi- ha spiegato Gomes De Moura - il prezzo è di norma un pò superiore a quello dei prodotti industriali, ma esistono casi, ad esempio il latte, in cui il prezzo è più basso. Non solo, anche per gli altri prodotti i prezzi si stanno abbassando, perchè nel tempo si stanno acquisendo sempre più conoscenze riguardo alla ricchezza biologica, la fertilità del terreno, la presenza di acqua naturale".

Il sistema, oggi funziona in molte aree del Brasile e non solo: oggi circa il 40% dei contadini del paese utilizzano l'agro-ecologia, e esiste una rete di contadini che producono con questo metodo anche nel Paranà, nel Venezuela e nel Paraguay. L'obiettivo del Mst è quello di diffondere pratiche agricole sostenibili e per questo sta cercando di diffondere un tipo di certificazione partecipativa. "In Brasile c'è solo una istituzione che fa le certificazioni agro-ecologiche per l'Unione europea - conclude l"ingegnere forestale - noi siamo per un sistema di certificazione partecipativa e orizzontale, basato sull'auto vigilanza e l'autocertificazione da parte dei contadini". (da Amisnet)


Green Planet

mercoledì 16 dicembre 2009


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>