Cerca Contatti Archivio
 
Massacro a Sonora.

Il 1 di novembre un commando di uomini armati ha fatto irruzione nel rancho Los Alamitos, a Cajeme, nello stato di Sonora, nord del Messico, vicino alla frontiera statunitense. Il rancho è del leader campesino Margarito Montes Parra, che vi si era rifigiato con la sua famiglia: i sicari hanno ammazzato lui, la moglie, i suoi ultimi due figli e una quindicina di persone che erano con lui, tra cui altri bambini di quattro, sei e nove anni e alcuni uomini della sua scorta.

Margarito Montes era da anni un simbolo per migliaia di piccoli contadini della parte sud dello stato di Veracruz e Oaxaca, nelle regioni della conca del Rio Papaloapan. Con innumerevoli lotte in difesa della terra, dell'occupazione, di microimprese sociali, il sindacato rurale Ugocep (Union General Obreros Campesinos Popular) è stato e resta un simbolo di lotta sociale nelle campagne. Margarito, che qualcuno chiamava un«Emiliano Zapata moderno», immagine vivente del Messico profondo, con suo sombrero e stivali a punta, era riuscito a riunire migliaia di campesinos, agricoltori e membri di piccoli ejidos - le esperienze di proprietà collettiva di terre - in difesa delle loro terre, o a occupare terre incolte o appartenenti a grandi aziende locali. Alcune di queste azioni erano terminate con morti e feriti. Come a Terra Blanca (stato di Veracruz), nell'ejido Colorado, creato dal nulla, dove Margarito risiedeva in un rancho dove si stavano sviluppando produzioni agricole con alta tecnologia.

Questo popolare e controverso leader si era autoesiliato dal suo nativo stato di Sonora quando nel 2007, ufficialmente per «una discussione sorta dopo delle scommesse in una lotta di galli», era stato ucciso suo figlio, anche lui leader campesino. L'altro lato della storia è che in questa assolata e desertica terra, nella zona della tribu yaqui, la «sua» organizazzione aveva condotto diverse invasioni di terre a scapito di latifondisti locali, che non gli hanno mai perdonato la perdita e l'offesa. Secondo un'altra dirigente dell'organizzazione sindicale agricola, M. Baron Ortiz, «Margarito Montes Parra durante la sua amministrazione era riuscito a recuperare 200 mila ettari di terra per i campesinos poveri, creare e sviluppare piccole agroindustrie in un quadro di imprese sociali e cooperative, e anche a regolarizzare numerose colonie urbane in una decina di stati». In diversi stati messicani ora si preparano mobilitazioni e una settimana di protesta per il brutale assassinio di Montes Parra, per chiedere alle autoritá di indagare a fondo le ragioni e gli autori del massacro. Vari dirigenti di associazioni sociali e agricole chiedono alle autoritá di intervenire per fermare l'attacco a leaders sindacali e rurali - molti ricordano il caso di César Toimil della Crocup e Cirilo Vásquez Lagunes conosciuto come il «Cacique del Sud», assassinati anche loro in circostanze poco chiare.

Quello che piú colpisce in questo caso è la brutalità e la sproporzione di questo pluriomicidio, in un clima di insicurezza dilagante soprattutto negli stati alla frontiera statunitense (Chihuahua, Sonora, Nuevo Leon, Tamaulipas, Baja California Norte), dove quattro clan di narcotrafficanti, sempre piú frammentati e incontrollabili, si disputano il controllo territoriale. Forse i colpevoli non saranno mai trovati, né tantomeno i mandati. Nella cittadina di Texcoco (stato di Mexico), durante il funerale di Margarito Montes, i participanti scandivano «Magarito vive, la lotta continua». (di Fulvio Gioanetto- 07/12/2009)
Il Manifesto

venerdì 18 dicembre 2009


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>