Attivati! Partecipa anche tu: Spettabili Ministri: a Ginevra fuori l'agricoltura dalla Wto!
Aiutaci a fare pressione sul Ministro agli esteri Frattini, sul Viceministro per il commercio con l'estero Urso e sul Ministro per l'Agricoltura Zaia
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Spettabile Ministro,
come cittadini impegnati per un commercio ed un'economia più giusti ci rivolgiamo a voi chiedendovi di tenere in considerazione gli interessi di contadini, lavoratori, consumatori, donne e dell'ambiente e di opporsi ad ulteriori liberalizzazioni commerciali nel settopre agricolo all'interno dei negoziati Wto ed, al contrario, di lavorare per favorire politiche attive di sicurezza alimentare, di sviluppo rurale e di sovranità alimentare.
Vi chiediamo di rigettare ogni tentativo di portare a conclusione il Doha Round che, secondo l'impianto attuale, altro non farebbe che esacerbare piuttosto che risolvere gli effetti sociali ed ambientali dell'attuale crisi economica e finanziaria. La Wto, assieme agli accordi di libero commercio regionali e bilaterali, replica lo stesso modello neoliberista in ambito agricolo che ha caratterizzato gli interventi degli ultimi decenni del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, consentendo agli esportatori dell'agrobusiness dei apesi ricchi di sussidiare i loro prodotti e di esportarli all'interno dei mercati dei paesi in via di sviluppo, escludendo dal mercato milioni di piccoli produttori.
Il sistema commerciale globale non concede ai Governi di proteggere e sostenere una produzione sostenibile di cibo per il consumo interno nè di proteggere i contadini dai comportamenti predatori delle multinazionali. A molti Paesi in via di sviluppo non è concesso l'aumento dei dazi, sussidiare gli input agricoli o proteggere certi prodotti dalla concorrenza globale proprio in seguito all'applicazione delle politiche della Wto, del Fmi e della Banca Mondiale.
Politiche che, prese tutte assieme, hanno mostrato un sistema agricolo fallimentare, hanno portato ad un aumento esponenziale della volatilità dei prezzi delle materie prime, un sempre minor accesso al cibo da parte delle comunità locali, un aumento della fame e l'erosione dei margini per i piccoli produttori. Queste politiche hanno portato alla crisi alimentare globale che stiamo affrontando oggi, dove oltre 30mila persone muoiono ogni giorno a causa della povertà, molte delle quali a causa di malnutrizione e fame. La Fao ha oramai stimato in oltre un miliardo di persone il numero attuale di affamati, 150 milioni in più del periodo prima della crisi.
Per questo, in vista della Ministeriale Wto di Ginevra del prossimo 30 novembre, chiediamo:
- l'esclusione del capitolo agricolo dai negoziati della Wto, lasciando specifica competenza in materia alle organizzazioni ed alle agenzie delle Nazioni Unite dedicate allo scopo, come Fao e Ifad;
- una nuova regolamentazione dei mercati che possa frenare la speculazione sui mercati della materie prime, come molti Governi africani hanno proposto nella Wto;
- un sistema commerciale globale che disciplini il comportamento delle multinazionali, che metta in primo piano le regolamentazioni sociali ed ambientali rispetto alla liberalizzazioni degli investimenti e dei capitali.
Cordiali saluti
[nome][cognome][città]
www,faircoop.net
martedì 1 dicembre 2009
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