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David Harvey: Il diritto alla città ribelle.
Roberto Ciccarelli intervista David Harvey
Una rete per le mille forme di "attivismo di prossimità" nella città. Intervista a David Harvey, il grande geografo statunitense, invitato in Italia dal Teatro Valle Occupato
«È come un grande terremoto preceduto da piccoli traumi quello che apre spazi come il teatro Valle, ma anche altrove, nelle fabbriche recuperate o nell'attivismo nei quartieri» afferma il geografo David Harvey, tra i più ascoltati intellettuali marxisti nel mondo. Parole che stridono con la campagna de Il Messaggero e Il Corriere della Sera contro il Valle.
domenica 6 ottobre 2013
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Spazio utenti: DECRESCENTI ANCORA UNO SFORZO...!
Pertinenza e limiti degli obiettori della crescita. - (dI ANSELM JAPPE, latradizionelibertaria) -
Il discorso della "decrescita" è una delle rare proposte teoriche un po' nuove apparse negli ultimi decenni.
La parte del pubblico che è attualmente sensibile al discorso della "decrescita" è ancora abbastanza ristretta. Tuttavia, questa parte è incontestabilmente in aumento. Ciò traduce una presa di coscienza effettiva di fronte agli sviluppi più importanti degli ultimi decenni: soprattutto l'evidenza che lo sviluppo del capitalismo ci trascina verso una catastrofe ecologica, e che non è qualche filtro in più, o delle automobili un po' meno inquinanti, che risolveranno il problema.
domenica 6 ottobre 2013
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IL PREZZO DA PAGARE PER LA LIBERTA' (DECRESCITA CON MARX).
DI SERGE LATOUCHE - unita.it -
Diciamolo in maniera ancora più chiara: il prezzo da pagare per la libertà è la distruzione dell'economico in quanto valore centrale e, di fatto, unico. È un prezzo davvero tanto alto? Per me, certamente no: preferisco infinitamente avere un nuovo amico piuttosto che un'automobile nuova. Preferenza soggettiva, senza dubbio. Ma «oggettivamente»? Lascio volentieri ai filosofi politici il compito di «fondare» lo (pseudo)-consumo in quanto valore supremo.
domenica 6 ottobre 2013
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Reddito di base incondizionato come reddito primario.
Negli ultimi mesi sia sul sito di Sbilanciamoci che su Il Manifesto sono apparsi alcuni articoli critici in materia di reddito di cittadinanza (vedi, tra gli altri, gli articoli di Pennacchi, Lunghini, Mazzetti). In questa sede, vorremmo chiarire alcuni principi di fondo per meglio far comprendere che cosa, a nostro avviso, si debba intendere quando in modo assai confuso e ambiguo si parla di “reddito di cittadinanza”. Noi preferiamo chiamarlo reddito di base incondizionato (RBI) ed è su questa concezione che vorremmo si sviluppasse un serio dibattito (con le eventuali critiche). Le note che seguono sono una parte di una più lunga riflessione che è apparsa sul n. 5 dei Quaderni di San Precario.
venerdì 4 ottobre 2013
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Tragedia di Lampedusa - Le città si mobilitano.
Da Nord a Sud mobilitazioni. Prefetture e piazze per chiedere un canale umanitario per il diritto d’asilo. Un canale umanitario per affermare il diritto d’asilo europeo. Dopo la tragica giornata di ieri e l’appello lanciato da Melting Pot insieme ad altre decine di associazioni e ormai migliaia di singoli cittadini, in molti hanno scelto di scendere in strada "il giorno dopo" perché quel misto di indignazione e amarezza che le immagini della tragedia di Lampedusa ci hanno consegnato, si trasformi immediatamente in una presa di responsabilità da parte del Governo e delle istituzioni europee.
venerdì 4 ottobre 2013
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Appello per l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo.
Ai Ministri della Repubblica, ai presidenti delle Camere, alle istituzioni europee, alle organizzazioni internazionali.
A cadenza ormai quotidiana la cronaca racconta la tragedia che continua a consumarsi nel mezzo del confine blu: il Mar Mediterraneo.
Proprio in queste ore arriva la notizia di centinaia di cadaveri raccolti in mare, ragazzi, donne e bambini rovesciati in acqua dopo l’incendio scoppiato a bordo di un barcone diretto verso l’Europa.
Si tratta di richiedenti asilo, donne e uomini in fuga da guerra e persecuzioni, così come gli altri inghiottiti da mare nel corso di questi decenni: oltre 20.000.
venerdì 4 ottobre 2013
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Firma la petizione sull’allerta alimentare! Ministero della salute e supermercati pubblichino l’elenco dei cibi pericolosi. Più trasparenza per i consumatori.
Il Fatto Alimentare ha lanciato una petizione on line su Change.org per invitare il Ministero della salute e le catene dei supermercati a pubblicare la lista e le foto dei prodotti alimentari pericolosi ritirati dagli scaffali.
Firma anche tu all'indirizzo web: https://www.change.org/it/petizioni/il-ministero-della-salute-e-i-supermercati-devono-pubblicare-la-lista-dei-prodotti-alimentari-pericolosi-ritirati-dagli-scaffali.
Ecco di seguito il testo della petizione.
mercoledì 2 ottobre 2013
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Ilva, l'Ue apre la procedura d'infrazione contro l'Italia. "Prove schiaccianti" .
Bruxelles avvia un'azione contro l'Italia per l'Ilva di Taranto. La Commissione "ha accertato" che Roma non garantisce che l'Ilva rispetti le prescrizioni Ue sulle emissioni industriali, con gravi conseguenze per salute e ambiente. Roma e' ritenuta "inadempiente" anche sulla norma per la responsabilita' ambientale. La direttiva sulla responsabilita' ambientale, sancisce infatti il principio "chi inquina paga". Per questo motivo, su raccomandazione del Commissario per l'ambiente Janez Potocnik la Commissione ha inviato all'Italia una lettera di costituzione in mora, concedendole due mesi per rispondere.
mercoledì 2 ottobre 2013
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Il reflusso dell'onda lunga del Vajont.
Un’onda lunga caratterizzata dalla stessa medesima logica: il profitto. Un’onda che sembra non finire mai, che continua, sfacciatamente nel suo reflusso, a calpestare la dignità di questo territorio.
Il 5oesimo anniversario della strage del Vajont, costata la vita a quasi 2000 persone, ha riacceso i riflettori su quella dolorosa vicenda. In questi giorni, infatti, non si contano le righe spese dai media nazionali nel raccontare i fatti che hanno preceduto quel maledetto 9 ottobre del ’63 e dei tragici giorni successivi. Di quei momenti, oramai, sappiamo quasi tutto. O meglio, viste anche le possibili recenti "rivelazioni" (Vajont, denuncia-choc: «Frana pilotata, c'era un piano per farla cadere giù» - www.ilgazzettino.it/nordest/belluno/vajont_denuncia_choc_frana_pilotata_ cera_un_piano_per_farla_cadere/ notizie/332286.shtml), sappiamo dove debbono essere ricercate e identificate le responsabilità di una tragedia ampiamente annunciata, dopo che per anni si è tentato di insabbiare la verità arrivando per sino a definirla una “calamità naturale”.
mercoledì 2 ottobre 2013
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Banche e crisi. Dal petrolio ai container.
Segnaliamo l'uscita del libro "Banche e crisi. Dal petrolio ai container" di Sergio Bologna, storico del movimento operaio, intellettuale militante tra i protagonisti dell'operaismo italiano negli anni '60 e '70, fondatore della rivista Primo Maggio, studioso delle trasformazioni del lavoro ed esperto di logistica. Vi proponiamo la prefazione dell'autore.
(di Sergio Bologna) - Quando Marx inizia la collaborazione con la «New York Daily Tribune» è alle prese con la prima stesura di quel nucleo d’idee che sarà sviluppato nei tre libri de Il Capitale. È un magma incandescente che prende forma pian piano, alimentato più che dalle conoscenze e dalle riflessioni sedimentate negli anni precedenti, dalla realtà di tutti i giorni dell’innovazione capitalistica[1]. Non sappiamo come definire questa coincidenza. Un caso o in realtà non si tratta di coincidenza ma di genesi?
lunedì 30 settembre 2013
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