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PIU' PASCOLI PER RIDURRE LE EMISSIONI.
Intervista all'agronomo Matteo Mancini, esperto di agricoltura organica e rigenerativa: «Una corretta gestione degli animali migliora la condizione economica dei produttori e aiuta l’ambiente»
L’esperienza dell’Ong milanese Deafal (Delegazione Europea per l’Agricoltura Familiare di Asia, Africa e America Latina), mostra come l’adozione dell’allevamento sostenibile sia vantaggiosa a livello ambientale, sanitario e anche economico. Una migliore gestione dei pascoli potrebbe comportare non solo una riduzione di circa il 30% delle emissioni di CO2 come affermato dalla Fao, ma anche un miglioramento delle condizioni economiche dei produttori. Ne abbiamo parlato con Matteo Mancini, coordinatore tecnico dell’Ong, che da circa un decennio, insieme a una rete di altri tecnici, viaggia nel nostro Paese facendo formazione e assistenza alle aziende che decidono di applicare l’approccio dell’Agricoltura Organica e Rigenerativa (AOR) e del pascolo razionale, anche dei suini. La visione sistemica che integra paesaggio, agricoltura e animali auspicata dall’AOR è stata spiegata da Mancini nel libro Agricoltura Organica e Rigenerativa, Oltre il biologico: le idee, gli strumenti e le pratiche per un’agricoltura di qualità, uscito nel 2019 per Terra Nuova Edizioni.
giovedì 22 ottobre 2020
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La multinazionale del latte che ha acquisito Parmalat e Galbani sta inquinando pesantemente i fiumi della Francia.
Le fabbriche del gruppo lattiero-caseario francese Lactalis (proprietario di Parmalat e Galbani), non rispettano il codice ambientale francese: inquinano i fiumi e con gli scarichi industriali stanno uccidendo le specie marine. A denunciarlo è Disclose che in collaborazione con Mediapart, Brut, France Culture, The Guardian e Envoy Special, per un anno ha indagato sui segreti del colosso mondiale dei lattici.
Negli ultimi dieci anni, gli stabilimenti appartenenti di Lactalis hanno inquinato i corsi d’acqua francesi con fuoriuscite di rifiuti tossici. Secondo Disclose, “tra il 2010 e oggi, 38 stabilimenti Lactalis hanno violato, o continuano a violare, il del codice ambientale” in Francia “, vale a dire più della metà dei 60 stabilimenti elencati e analizzati nel quadro di questa inchiesta.
mercoledì 21 ottobre 2020
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COSA IMPARARE DALLA CRISI DEL COVID -19? INCONTRO CON IL PROF. GIANNI TAMINO.
Vi siete persi l'incontro con il professore Gianni Tamino?
Nessun problema, lo abbiamo registrato per voi!
https://youtu.be/rtu9H08U-wg
venerdì 9 ottobre 2020
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Peste suina africana: cresce l’allarme in Europa. Cinghiali malati in Germania: Cina, Giappone e Corea del Sud fermano l’import di carne.
Tra il 2016 e lo scorso mese di giugno, solo in Europa la peste suina africana, malattia molto contagiosa (anche se innocua per gli esseri umani) per la quale non esistono vaccini né cure, ha causato la perdita di 1,3 milioni di maiali, con gravi danni a tutta la filiera. Ma ora la situazione sta diventando critica: dopo la segnalazione di alcuni casi in cinghiali selvatici polacchi sconfinati in Germania, la Corea del Sud, la Cina e il Giappone hanno annunciato lo stop alle importazioni per una delle industrie più redditizie del paese europeo. L’esportazione di carne suina, solo per il mercato cinese, è infatti raddoppiata in valore nei primi mesi del 2020, a causa della diminuzione del 20% della produzione del gigante asiatico. Tra gennaio e aprile, infatti, la Cina ha acquistato 158 mila tonnellate di carne suina tedesca, pagandole 424 milioni di €: un valore circa doppio rispetto allo stesso periodo del 2019.
mercoledì 30 settembre 2020
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Le sofferenze degli agricoltori statunitensi.
A un’ora di distanza da Madison, capitale del Wisconsin, le mucche pascolano sulle colline e tra le piantagioni di granturco. A Loganville, una cittadina di appena trecento persone, tutto ruota intorno all’agricoltura e all’allevamento. Ma oggi le fattorie sono molte meno che in passato. A volte Randy Roecker, produttore locale di latticini, va in giro contando le poche aziende agricole rimaste. Durante la grande recessione cominciata dieci anni fa Roecker era molto preoccupato per il suo futuro. Pesantemente indebitato, aveva perfino pensato al suicidio. Nel 2018, quando uno dei suoi vicini di casa, Leon Statz, si è tolto la vita, Roecker ha capito che anche tanti agricoltori e allevatori erano depressi. Poco tempo dopo ha deciso di organizzare quella che sarebbe diventata il Farmer angel network, un gruppo di supporto per le famiglie di agricoltori del posto.
lunedì 28 settembre 2020
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Prodotti alimentari sviluppati tramite "editing genetico" (Nuovi O.G.M.): da oggi è possibile rilevarli con un test.
Nel nostro Paese è vietato coltivare OGM, e la normativa sugli OGM a livello europeo è chiara, vanno sottoposti a valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura. Ma è possibile sapere se un prodotto è stato sviluppato tramite editing genetico prima che arrivi sul mercato europeo?
Ora sì! Grazie a un nuovo metodo open source appena sviluppato, siamo oggi in grado di scovare se delle colture immesse (o da immettere) sul mercato siano state geneticamente modificate tramite le nuove tecniche di editing genetico, cioè quelle tecniche di ingegneria genetica che consentono di ottenere nuove sequenze senza aggiungere materiale genetico estraneo. Non si può escludere, infatti, che oltre all’effetto voluto, queste tecniche provochino alterazioni genetiche non intenzionali tali da influire sulla sicurezza dei prodotti per le persone e l’ambiente.
La ricerca è stata condotta da John Fagan, un pioniere dei test sugli OGM. Il dottor Fagan attualmente dirige l’Health Research Institute (HRI Labs) – laboratorio indipendente senza scopo di lucro e organizzazione di ricerca scientifica con sede negli Stati Uniti. La ricerca è stata finanziata da Greenpeace insieme a un gruppo di ONG e associazioni impegnate sul tema degli OGM di Europa, Nuova Zelanda e Stati Uniti, insieme a un’azienda europea della grande distribuzione organizzata (GDO).
sabato 26 settembre 2020
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" AMBIENTE E SALUTE" , quali sono le cause della attuale crisi pandemica (Covid 19), che ruolo hanno la distruzione dell'ambiente naturale ed i cambiamenti climatici, cosa dobbiamo cambiare nel nostro stile di vita per evitare nuove pandemie.
Cari tutti oggi abbiamo ospitato il prof. Tamino, biologo, in un incontro pubblico dal titolo " AMBIENTE E SALUTE" orientato ad approfondire quali sono le cause della attuale crisi pandemica (Covid 19), che ruolo hanno la distruzione dell'ambiente naturale ed i cambiamenti climatici, cosa dobbiamo cambiare nel nostro stile di vita per evitare nuove pandemie.
Per introdurvi al tema trattato vi proponiamo alcune brevi relazioni.
mercoledì 23 settembre 2020
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COSA CI INSEGNA LA PANDEMIA? L’ANALISI DI GIANNI TAMINO.
In un articolo pubblicato su volerelaluna.it e poi ripreso da numerosi altri portali Gianni Tamino, già Docente di Biologia all'Universita’ di Padova , esperto di Bioetica e Biotecnologie, sostiene che la ” pandemia può essere un utile avvertimento: il Covid-19 è una reazione allo stato di stress causato al pianeta. Dobbiamo ridurre alterazioni dell’ambiente, perdita di biodiversità, cambiamenti climatici, favorendo processi produttivi circolari, sostenibili, con fonti rinnovabili….”
martedì 22 settembre 2020
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Ambiente. L'1% più ricco inquina il doppio della metà più povera del pianeta.
Negli ultimi 25 anni, l’1% più ricco della popolazione mondiale (cioè 63 milioni di persone) ha emesso in atmosfera il doppio di Co2 rispetto a 3,1 miliardi di persone, la metà più povera del pianeta. È la fotografia impietosa di un mondo in cui la maggioranza è costretta a subire l’impatto dello stile di vita insostenibile di una ristretta minoranza. Lo denuncia un rapporto di Oxfam in collaborazine con lo Stockholm Environment Institute.
lunedì 21 settembre 2020
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Denunciano l’uso eccessivo dei pesticidi in melicoltura: la Provincia di Bolzano li porta in tribunale.
Per la produzione di mele in Alto Adige, la vendita di pesticidi supera di oltre sei volte la media nazionale. A processo vanno Karl Bär, referente per la politica agricola dell’Istituto per l’Ambiente di Monaco di Baviera, accusato di diffamazione dall’assessore alto atesino Arnold Schuler, e Alexander Schiebel, che ha raccontato la battaglia dei cittadini contro i pesticidi.
Ha denunciato l’impiego massivo di pesticidi nell’industria delle mele in Alto Adige e ora rischia una reazione giudiziaria che sa di querela temeraria. È la storia di Karl Bär, referente per la politica agricola e commerciale dell’Umweltinstitut München (l’Istituto per l’Ambiente di Monaco di Baviera), denunciato per diffamazione dall’assessore all’agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano, Arnold Schuler, e da oltre mille agricoltori locali. Le porte del tribunale provinciale di Bolzano si apriranno per lui il 15 settembre 2020: Bär e l’Istituto per cui lavora denunciano che questo “attacco alla libertà di espressione” è “strategia sempre più comune in Europa per mettere il bavaglio a giornalisti e attivisti”.
martedì 15 settembre 2020
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