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OCCUPAZIONE DELLA PALESTINA, “UN PECCATO CONTRO DIO E L’UMANITÀ”.
DAI LEADER CRISTIANI LA RICHIESTA DI UN BOICOTTAGGIO CONTRO ISRAELE. GERUSALEMME-ADISTA. Un grido di speranza, in assenza di ogni speranza, per mettere la parola fine all’eterno conflitto tra i popoli della Terrasanta. Con accenti tanto decisi quanto lucidi, un gruppo di leader cristiani di diverse confessioni, tra cui il patriarca emerito di Gerusalemme, mons. Michel Sabbah, il vescovo luterano di Terra Santa e Giordania, mons. Munib Younan, e l’arcivescovo del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, Mons. Theodosios Atallah Hanna, ha lanciato un appello, il “Documento Kairos Palestina”, per costruire, da subito, la pace nella regione. Lo ha fatto senza “inseguire illusioni” (“l’attuale situazione - si legge - non lascia intravedere una soluzione rapida”) e senza equilibrismi, chiedendo con forza di porre fine all’occupazione dei territori palestinesi, definita “un peccato contro Dio e contro l’umanità”; di eliminare il muro dell’apartheid eretto da Israele; di rimuovere il blocco di Gaza, che da due anni e mezzo priva un milione e mezzo di persone dei beni di prima necessità; di mettere fine alla costruzione di colonie israeliane su terreni palestinesi, alle umiliazioni ai posti di blocco militari, alle restrizioni religiose e agli accessi controllati ai luoghi santi; di risolvere la questione dei rifugiati che rivendicano il loro diritto al ritorno e dei prigionieri detenuti in Israele. Fino al punto di aderire con convinzione alla campagna internazionale di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni nei confronti di Israele: non per vendetta, ma per porre fine al male esistente, liberando sia gli oppressori che gli oppressi.
mercoledì 17 febbraio 2010
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NO DAL MOLIN: «IL SILENZIO É OMERTÁ»
E così sia: su quanto sta avvenendo all’interno dell’aeroporto Dal Molin, salvo rare eccezioni, nessuno vuol parlare, ne tanto meno scrivere. L’omertà avvolge il cantiere mentre le idrovore tentano di liberarlo dall’acqua che lo ha sommerso a causa dell’esondazione della falda, nonostante – è scritto nella Vinca approvata dalla Regione Veneto – esse non sarebbero mai dovute entrare in azione a causa dei danni che possono provocare al delicato assetto idrogeologico dell’area.
domenica 14 febbraio 2010
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Palma insanguinata.
Organizzazioni contadine continuano il processo di recupero delle terre usurpate dai produttori di Palma Africana. Più di 20 mila ettari seminati con palma africana nella regione del Bajo Aguán, nel dipartimento settentrionale dell'Atlantico honduregno, sono scenario di uno dei tanti conflitti agrari che affliggono l'Honduras. L'ex presidente costituzionale Manuel Zelaya Rosales aveva tentato di trovare una soluzione promuovendo il Decreto legislativo 18-2008 sulla mora agraria ed attraverso negoziazioni tripartite tra organizzazioni contadine, imprenditori e l'Istituto nazionale agrario, Ina.
Con il colpo di Stato, gli importanti passi in avanti fatti negli ultimi anni hanno subito un brusco arresto. Il Movimento Contadino Unificato dell'Aguán (MUCA), affiliato alla Central Nacional de Trabajadores del Campo (CNTC), ha quindi ripreso la lotta per il recupero delle terre usurpate dagli imprenditori vincolati al colpo di Stato.
domenica 14 febbraio 2010
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Josè Bové: “La Pac è diventata folle. Distribuire la produzione equamente tra paesi, regioni e contadini”.
“La PAC è diventata folle. E per questo, che bisogna sbarazzarsi dell’unica vera politica europea?” Questa è la premessa con cui José Bovè, da anni alla guida di dure battaglie con il movimento contadino europeo, e oggi deputato europeo per Europa Ecologia, svolge un'analisi della situazione in un articolo di Le Monde, riguardo i cambiamenti nella Politica Agricola Comune, previsti per il 2013. Secondo Bovè: “la Commissione europea ha trasformato l’agricoltura in moneta di scambio per l’industria europea, ma soprattutto per i servizi quali le banche, i trasporti, le telecomunicazioni, le assicurazioni, la distribuzione o il turismo di massa.
venerdì 12 febbraio 2010
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Avepa, è ancora trincea.
Gli allevatori del Cospa di Verona e di Vicenza ieri sono tornati ad occupare la sede Avepa di via Tommaseo. Ma questa volta, sordi a qualunque promessa d’impegno verbale, hanno piantato le tende per la notte. Subito attimi di paura: Giovanni Castagna, uno degli allevatori più determinati, lo stesso che la prima volta era salito sul tetto, ha sollevato un estintore contro la porta d’ingresso degli uffici dell’agenzia per lo sviluppo agricolo. E’ stato fermato appena in tempo dagli uomini della Digos. «Da qui non ci muoviamo - ha scandito Eugenio Rigodanzo, portavoce del gruppo - fino a quando non avremo risposte chiare in tempi certi, ovvero quando ci daranno i nostri soldi: i contributi comunitari irregolarmente trattenuti per multe.
venerdì 12 febbraio 2010
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Appello di Alex Zanotelli: «Mobilitiamoci! Sull'acqua ci giochiamo tutto» .
Questo è l’anno dell’acqua, l’anno in cui noi italiani dobbiamo decidere se l’acqua sarà merce o diritto fondamentale umano. Il 19 novembre 2009, il governo Berlusconi ha votato la legge Ronchi, che privatizza i rubinetti d’Italia. E’ la sconfitta della politica, è la vittoria dei potentati economico-finanziari. E’ la vittoria del mercato, la mercificazione della «creatura» più sacra che abbiamo: «sorella acqua».
mercoledì 10 febbraio 2010
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La realtà globale imposta in Honduras.
Il Tegucigolpe ribadisce che l'America centrale fa parte della zona di influenza e controllo diretta dagli Stati Uniti. Hanno deciso che, dopo la quasi-annessione del Messico, questa regione strategica non poteva essere una frontiera in disputa con il blocco del Sudamerica. Non potevano correre questo rischio quando la rivoluzione bolivariana, che capeggiava il Venezuela, stava acquistando una crescente influenza.
Se l'area dei Caraibi - tranne Cuba - costituisce il primo anello di sicurezza e sfruttamento dell' Impero, che continua ad imporre manu militari, nell’Istmo Centro- americano era indispensabile la continuazione del modello neocoloniale e neoliberale. Un Taiwan in Occidente. Pertanto, il compito di contrastare attivamente ogni tentativo di unificare questi micro-Stati, o impedire loro di cristallizzare modelli sociali più equi, è stato un compito fondamentale per Washington.
martedì 9 febbraio 2010
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I baroni della bistecca.
Brasile: i grandi allevatori di bovini - che un servizio del quotidiano inglese «The Guardian» chiama «baroni della bistecca» - si stanno dando da fare per ripulire la loro immagine piuttosto annerita dai fumi degli incendi che distruggono l'Amazzonia e dalle notizie sulle responsabilità degli allevamenti bovini circa le emissioni di metano, potente gas serra. L'80% della deforestazione amazzonica è ormai universalmente attribuita al complesso mangimi-pascoli. In immense aree forestate o semiforestate, gli alberi sono spazzati via per far spazio a campi a soia - che nutriranno allevamenti brasiliani ed europei - e soprattutto a superfici erbose dove brucano le mandrie. Il Brasile è il primo esportatore al mondo di carne di manzo; la Gran Bretagna uno dei principali importatori. La foresta nel piatto. I suddetti «baroni», sotto accusa per i loro peccati ambientali sia in patria (il governo di Lula si è formalmente impegnato a porre fine alla distruzione della foresta provocata dai pascoli bovini)
sia a livello internazionale (eloquente il rapporto di Greenpeace, «Amazzonia arrosto», pubblicato l'anno scorso) cercano aree meno osservate.
venerdì 5 febbraio 2010
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I fatti di Rosarno e i frutti avvelenati del mercato .
L’usa e getta degli indesiderabili, questa è la subcultura economica che ha prodotto i fatti di Rosarno. C’è tutto un sistema che si approfitta degli immigrati e che li costringe a vivere come non-persone. Poi arriva la persecuzione, la caccia al nero, con le cosche che una volta di più si mettono alla guida del paese, organizzando a modo loro le ronde e la tolleranza zero.
Si vive accanto a persone offese nella loro dignità e private di ogni diritto, ma nessuno protesta.
Si coltiva l’odio verso gli ultimi tra gli ultimi fino a perdere qualsiasi fondo di umanità.
Dobbiamo chiederci in quale modo di vivere ci stiamo perdendo se c’è odio verso chi soffre l’ingiustizia. A Rosarno siamo riusciti a cancellare il senso di giustizia.
giovedì 4 febbraio 2010
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Honduras: Grave conflitto tra cooperativa honduregna e impresa mineraria italiana.
La Goldlake Group, con sede in Gran Bretagna e a Gubbio, si vanta di essere la prima compagnia mineraria italiana ad investire in Honduras.
È controllata da Gold, holding proprietà della famiglia dell'impresario Franco Colaiacovo, che è costituita in forma di Società in accomandita per azioni, Sapa, e Società a responsabilità limitata, Srl (Franco Colaiacovo Gold Sapa e Gold Holding Srl).
Franco Colaiacovo Gold Sapa controlla, tra le molteplici attività (http://www.fcgold.it/Holding/Profilo.aspx), il 25 per cento del Gruppo Financo, holding di riferimento di Colacem e Colabeton, tra i primi tre produttori italiani di cemento e calcestruzzo; il 50 per cento di Nextrend, società che detiene il 3,175 per cento di Charme Investements, fondo chiuso di investimento specializzato in beni di lusso; Goldlake Italia, società di investimento nel settore minerario con vocazione multimetallica con sede in Italia e che possiede una quota di controllo della società Goldlake IP, impegnata nella filiera dell'oro alluvionale con un impianto di raffinazione ad Arezzo.
giovedì 4 febbraio 2010
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