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Cibo biologico, sequestrate in tutta Italia 1700 tonnellate di soia "modificata".

Intervento della Guardia di finanza da Ravenna a grossisti di varie regioni. La certificazione falsificata attestava la qualità "naturale" del prodotto proveniente dall'Est europeo, ma dai controlli è risultata una quantità ben oltre i limiti di organismi genticamente alterati. Una dozzina gli indagati. RAVENNA - Oltre 1.700 tonnellate di falsa soia biologica proveniente dall'Est Europa sono state sequestrate in tutta Italia dalla Guardia di finanza di Ravenna in un'operazione nell'ambito dei controlli contro le frodi alimentari. La soia è risultata avere il doppio degli organismi geenticamente modificati rispetto al consentito. Cinquecento tonnellate sono state bloccate al porto di Ravenna, altre 1.200 presso grossisti di diverse città italiane. Al vaglio della magistratura la posizione di diverse persone coinvolte nella vicenda.
giovedì 14 giugno 2012
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La «shock economy» in Europa non funziona.

In Grecia molte aziende chiedono ai dipendenti in che paese vorrebbero essere trasferiti se vincesse la sinistra Mentre l’economia greca è sconvolta dal quinto anno consecutivo di recessione e la riduzione del suo prodotto interno lordo – a causa delle misure di «austerità» imposte al paese dalla troika – ha superato il 17%, si sta verificando una catastrofe sociale senza precedenti. Il tasso di disoccupazione ha oltrepassato il 21%, il che significa che in un paese con meno di 11 milioni di abitanti e una forza lavoro inferiore a 5 milioni, oltre 1.200.000 persone non riescono a trovare nemmeno un lavoro part time che gli permetta di guadagnare 400 euro al mese, e tra queste soltanto il 30% ha diritto, per un periodo massimo di 12 mesi, al povero sussidio di disoccupazione di 300 euro. Inoltre, per le stesse ragioni, il paese sta assistendo alla distruzione dei servizi sociali (sanità, istruzione, assegno di disoccupazione, assistenza pensionistica e sanitaria) e i poveri (pensionati, disoccupati e sottopagati) sono costretti a pagare di tasca propria i farmaci e le cure mediche, oltre alla fornitura di elettricità (acqua etc.), proprio mentre la compagnia Greek Petroleum ha annunciato di aver aumentato del 5% i suoi profitti e la Banca Piraeous del 18% circa.
giovedì 14 giugno 2012
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Referendum un anno dopo.

E' trascorso ormai un anno dalla grande vittoria referendaria del 12 e 13 giugno 2011 quando milioni di nostri concittadini si pronunciarono in maniera chiara e incontrovertibile sulla ripubblicizzazione del servizio i.i. e la fuoriuscita dell’acqua dal mercato e dalle logiche di profitto, sulla cancellazione in tariffa della remunerazione del capitale investito dal gestore… Ma dal 20 luglio 2011, giorno della pubblicazione in G.U. del risultato referendario da parte del Presidente della repubblica, i governi che si sono alternati alla guida del Paese (Berlusconi prima, Monti poi) hanno remato contro quello straordinario risultato, riproponendo, già a pochi mesi dal voto, la privatizzazione dei servizi pubblici locali (con meccanismi premiali nei confronti dei Comuni obbedienti) scelta rafforzata dal successivo Patto di stabilità che impone alle Pubbliche amministrazioni (centrali e locali) il pareggio di bilancio. Non solo, avanzano anche mega progetti di fusione (la multiutility del Nord, quello tra la bolognese HERA e la triestina ACEGAS etc.), col risultato che energia, acqua e rifiuti delle nostre città sarebbero gestiti da managers liberati dal controllo dei Comuni ma soggetti al controllo delle banche, le sole in grado di garantire capitale fresco per finanziare società oggi oberate da debiti per almeno 6-7miliardi. Scelte sciagurate, perché l’estromissione dei i Comuni dalla responsabilità sui servizi pregiudicherebbe la possibilità di costruire infrastrutture decentrate per un modello energetico diffuso, pulito e legato al territorio (v. oltre).
mercoledì 13 giugno 2012
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Padova - Ad un anno dai referendum.

Simbolicamente in Piazza dei Signori, dove un anno fa venne festeggiata la vittoria dei referendum, il Comitato Provinciale Due Sì per l'acqua bene comune, ha svolto una conferenza stampa per illustrare la situazione nazionale e locale. A livello nazionale l'Autorità per l'Energia si appresta a varare un sistema tariffario che farà rientare quello che il referendum ha abolito: il profitto sull'acqua. A livello locale, ancora una volta senza coinvolgere la cittadinanza, si è firmato un'esclusiva di trattativa per fondere la multiutility Agegas-aps con l'emiliana Hera. Il Comitato ha presentato un dossier che riassume la situazione, lanciando l'appello a mobilitarsi perchè venga riconosciuto l'esito referendario.
mercoledì 13 giugno 2012
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Acqua-Ambiente-Energia: diritti umani e beni comuni o strumenti per la finanza.

Fusione HERA/ACEGAS-APS Addio al territorio addio ad una gestione pubblica e partecipata dei beni comuni alcune domande ai sindaci Emiliano-Romagnoli Cosa pensano i sindaci Emiliano–Romagnoli dell’ ipotesi sottoscritta per chiudere entro 90 giorni l’accordo fra HERA e ACEGAS-APS per una multiutility EMILIANO-ROMAGNOLA, VENETA, FRIULANA, TRIESTINA e BALCANICA? Cosa pensano della trasformazione che rischia di compiersi, da azienda del territorio ad azienda multinazionale? Sanno i sindaci che questa ipotesi è l’anticamera per arrivare alla costituzione della grande multiutility del nord con IREN e A2A (tutte insieme farebbero un’azienda da 10 miliardi di € di debito)? Sanno i sindaci che è destinata a crollare la già scarsa possibilità di controllo sul management? (come ha dimostrato il fallimento del tentativo di abbassare gli appannaggi del management di HERA) Cosa pensano della dimensione territoriale : si viola per la seconda volta (dopo le Marche) il perimetro regionale, ma soprattutto si viola quello che fino ad oggi era stato un punto fermo, la contiguità territoriale.
martedì 12 giugno 2012
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Basiano (MI). La polizia carica e spara lacrimogeni sugli operai licenziati. 14 operai feriti, 16 fermati e rappresaglie in ospedale.

Si è trasformato in una guerriglia lo sciopero dei lavoratori della Gartico, società che gestisce il settore logistico per la catena di supermercati Il Gigante, a Basiano, nel milanese. I lavoratori sono in agitazione da settimane, dopo che la Gartico – nel sistema di scatole cinesi in cui è inserita - aveva deciso di non servirsi più della Alma Group, una cooperativa di Peschiera Borromeo (Mi), annunciando il licenziamento di 89 dipendenti. Ma secondo la versione dei lavoratori, la società li avrebbe lasciati a casa perché colpevoli di aver denunciato le “ingiuste condizioni di lavoro” a cui erano sottoposti.
lunedì 11 giugno 2012
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INTERVISTA LUCIANO MIONI, RESPONSABILE DE “IL CICLO CORTO” -

IL CONTESTO - La sede di AltrAgricoltura Nord Est si trova in corso Australia, vicino al teatro Geox, in una parte di quello che una volta era l’ex macello. Da fuori si presenta come una costruzione fantasma, grigia e poco accogliente. L’unica cosa che denota la presenza dell’associazione è uno striscione che denuncia gli OGM. Al suo interno l’atmosfera cambia: è un complesso di stanze open space che una volta ospitavano una birreria; le pareti delle stanze sono dipinte, alcune da murales, altre da scritte che appartenevano alla birreria e alcune sono tappezzate di manifesti politici e foto che richiamano il tema dell’agricoltura e dei contadini del mondo. In sottofondo, proveniente dalla cucina, si può sentire della musica jazz. L’intervista, compresi di momenti formali e non, avviene nell’arco di 4 ore, passando da una tavola sgombra, ad un’altra imbastita di cibo, vino, caffé, ammazzacaffè (il pranzo ci viene gentilmente offerto da Luciano e Rossana, lui co-fondatore del gruppo AltrAgricoltura Nord Est, lei volontaria dell’associazione). ). La durata non prevista dell’intervista e la verve del nostro interlocutore nell’introdurci nel suo mondo ci impediscono di registrarla nella sua interezza, soprattutto nei momenti in cui il dialogo prende la forma di una chiacchierata tra amici e il registratore ha ormai esaurito la sua disponibilità.
martedì 5 giugno 2012
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Luce e gas aumentano,ma non tutti sanno che sanno che…

Le famiglie italiane, secondo gli ultimi dati, si troveranno a pagare, per il trimestre che va da aprile a giugno, fino a 70 euro in più. L’aumento previsto, infatti, è considerevole: più 5,8% per l’elettricità, più 1,8% per il gas. Non a caso il Governo già sta cercando di correre ai ripari: il ministro Passera ha proposto di tagliare gli incentivi alle rinnovabili per “evitare che le bollette aumentino ulteriormente”. Idea, però, che sembra non sia condivisa dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini che ha parlato di “errore strategico” nel caso in cui si tagli sull’energia rinnovabile. In realtà, però, un modo per limitare quest’aumento ci sarebbe. Ma nessuno ne parla. Non tutti sanno, infatti, che quando si va a pagare la bolletta, non si paga soltanto l’effettivo consumo, ma si pagano anche altri oneri che non hanno nulla a che fare con le utenze (energia o gas che siano). Secondo quanto ricostruisce Marco Cobianchi in Mani Bucate, infatti, “il 10% di quanto si spende va alle imprese per motivi del tutto indipendenti dal prezzo dell’energia consumata”. In altri termini: per ogni famiglia media si tratta di 43 euro l’anno circa, una sorta di tassa che chiunque sia collegato alla rete elettrica è destinato a pagare. Basta prendere in mano la bolletta e spulciare le singole voci per rendersene conto. Tra le tante, infatti, ritroviamo anche la poco rassicurante voce “oneri di sistema”, entro cui rintracciamo diverse “componenti” che, volenti o nolenti, ci ritroviamo a pagare. Ma di cosa si tratta? Analizziamole una per una.
lunedì 4 giugno 2012
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Il programma di Syriza: tassare i ricchi e abolire il Memorandum.

Ha scelto un ex setificio Alexis Tsipras per presentare ieri pomeriggio il «programma di governo» che spera di mettere in atto se vincerà le elezioni parlamentari greche del 17 giugno prossimo. In una sala affollatissima di quella che un tempo era una fabbrica, il leader di Syriza è stato interrotto ripetutamente da applausi e grida d'incoraggiamento quando ha promesso che i primi provvedimenti dell'esecutivo di sinistra saranno l'abolizione del Memorandum, la tassazione dei ricchi e degli evasori e la lotta contro i politici corrotti. Ad ascoltarlo, in prima fila, oltre a decine di giornalisti, c'era il console generale della Francia di Hollande, segno del cambiamento dei rapporti di forza in Europa, un'inversione di rotta nella quale la coalizione della sinistra radicale greca si candida a svolgere un ruolo da protagonista.
sabato 2 giugno 2012
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"La Repubblica siamo noi". E' lo striscione che ha aperto a Roma (partenza da piazza della Repubblica) la manifestazione promossa dal "Forum italiano dei movimenti per l'acqua". Il corteo è partito alle 15.30 come da programma. Tante le organizzazioni e i gruppi che vi hanno preso parte in rappresentanza della grande galassia dei 'beni comuni'. Ad un anno dal positivo esito del referendum, il movimento si pone il problema della difesa del risultato politico uscito dalle urne, ovvero 'la riappropriazione sociale e la tutela dell'acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un'alternativa alle politiche d'austerità del Governo e dell'Europa'. Il corteo arriverà in piazza San Giovanni.
sabato 2 giugno 2012
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