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CENTOMILA FIORI 🌺 🐝

Il fascino millenario delle #api nasce da un livello di cooperazione così organizzato e perfetto da essere diventato riferimento e sogno dell’umanità che vorremmo. Leggere e inconsapevoli della loro generosa natura, le api propagano la biodiversità così necessaria alla sopravvivenza di ogni specie e, ignare del do ut des alla base della mistificazione che permea le nostre relazioni, costruiscono l’habitat del mondo che verrà. A differenza di altri insetti impollinatori, non hanno coscienza del soffio impercettibile che la loro vita costituisce nello spazio e nel tempo e producono più miele di quanto sia necessario alla covata: lasciano così in eredità non solo la perfetta geometria delle loro case ceree e la dolcezza del cibo degli dei, ma la dimensione di una società programmata amorevolmente per il futuro. Quella che noi non siamo in grado di realizzare.
mercoledì 28 luglio 2021
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G20 di Napoli, sfuma il miracolo: il carbone non esce di scena.

Il vertice. Il ministro Cingolani: accordo su 58 punti ma ammette la resa sui 2 principali: uscita dal fossile e riscaldamento entro + 1,5 gradi. I paesi responsabili di oltre l’80% delle emissioni di gas climalteranti, riuniti a Napoli nel G20 Ambiente, clima ed energia, hanno negoziato fino all’ultimo, trovando poi un accordo su 58 articoli mentre, ha precisato una nota del ministero della transizione ecologica, «i due punti su cui solo India e Cina non concordano nella formulazione, sono stati spostati al livello dei Capi di Stato». I due punti sono quello relativo al contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 gradi al 2030 e sulla chiusura delle centrali a carbone nel 2025. Poco prima in conferenza stampa il ministro Roberto Cingolani aveva parlato di cinque paesi dissidenti. Anche Russia e Cina si sono impegnate a eliminare gradualmente la produzione di energia dal carbone.
sabato 24 luglio 2021
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Mercosur, un Trattato messo in attesa, comunque da bloccare.

Venti di crisi in America latina tra i Paesi sottoscrittori del Mercosur, Trattato tra l’Unione europea e i Paesi dell’America latina,momentaneamente sospeso, sia per incertezze politiche all’interno dei singoli Stati dell’America latina, sia per alcune scelte diversificate sui partner economici. Con la ratifica dell’accordo verrebbero messe a rischio le garanzie dei cittadini europei e degli stessi latinoamericani.
martedì 20 luglio 2021
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Il Viaggio per la Vita. Per far cosa?

Domenica 27 giugno ci siamo svegliati e abbiamo trovato un nuovo testo del Subcomandante Galeano: La Travesía por la Vida ¿A qué vamos?, dove si annuncia che la seconda delegazione zapatista che invaderà l’Europa, dopo la traversata dell’Atlantico compiuta dalla “Montagna” con el Escuadrón da sbarco 4-2-1, arriverà in aereo a Parigi. La domanda a cui cerca di rispondere Galeano (ma già sapete che gli zapatisti – intesi come popoli – sono più bravi a fare domande che a dare risposte, vero?) è semplice: che vengono a fare? Un viaggio evento-comunicativo spettacolare? Una vera invasione, vendicativa oltre 500 anni dopo l’arrivo sul loro continente dei conquistadores europei? Un’azione disperata per rispondere alle loro difficoltà politiche in Chiapas? Si annoiavano? No, niente di tutto questo: “Allora, cosa veniamo a fare in questo Viaggio per la Vita se non aspiriamo a dettare strade, rotte, destinazioni? Cosa, se non cerchiamo adesioni, voti, likes? Cosa, se non andiamo a giudicare e condannare o ad assolvere? Cosa, se non invitiamo al fanatismo per un nuovo-vecchio credo? Cosa, se non vogliamo passare alla Storia e occupare una nicchia nel pantheon ammuffito dello spettro politico?”. Se proprio avete voglia di capirlo, armatevi di pazienza e leggete fino in fondo questo testo (tradotto dal leggendario Comitato Maribel, cui ogni italiano che, in oltre un quarto di secolo, abbia scelto di stare dalla parte di quelle persone mascherate deve quasi tutto quel che ha letto delle loro deliranti “avventure”). Il SupGaleano non ama i comunicati brevi e la sua prosa non arriva diretta al punto, certo un insegnamento dei popoli originari di quel continente. Ricordate quando, nei film western che avete visto da piccoli, i pellerossa si siedono per aprire le trattative, accendono lentamente la pipa, e cominciano un lungo, interminabile panegirico? Ricordate l’impazienza irritata negli occhi delle “giacche blu” che li ascoltano? Non sarà facile pensare di poter condividere le ribellioni senza re-imparare ad ascoltare, o a leggere, rispettando linguaggi e tempi diversi da quelli a cui siamo stati abituati. Gli zapatisti sono preparati anche al fallimento della missione, lo dice non per amor di retorica qui sotto Galeano, cioè che essa diventi un evento mediatico e, quindi, fugace e irrilevante. Loro vengono in Europa a dirci che non siamo soli, ma potremmo sempre scegliere rovinosamente di diventarlo.
lunedì 19 luglio 2021
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Cambiamenti climati estremi e un pianeta infetto: non rassegnamoci a questo destino!

Il clima del Pianeta non sta cambiando ma è già irreversibilmente cambiato e gli eventi climatici estremi o anomali sono già in atto da tempo, travolgono popolazioni, città e ambiente, determinano eventi sociali come le migrazioni, la siccità, la fame. L’accelerazione delle epidemie nel Pianeta e la loro diffusione sempre più estesa come sta avvenendo con l’attuale sindemia da covid-19 ne è una conseguenza visibile e dolorosa e merita la stessa considerazione: viviamo in un Pianeta infetto che non può essere risanato con campagne vaccinali e isolamento sociale. (L’intervento di Paolo De Marchi)
domenica 18 luglio 2021
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Amazon è il simbolo dello spreco capitalista.

Quest’anno il Prime day di Amazon è stato il 21 e 22 giugno. Mentre i mezzi d’informazione hanno regalato al monopolista del commercio elettronico mondiale una valanga di pubblicità gratis – informando i lettori sui grandi affari che avrebbero potuto fare in quei due giorni comprando articoli scontati su Amazon (a volte inserendo perfino i link agli acquisti) – il canale britannico Itv News ha mandato in onda un servizio che ha spinto il pubblico a pensarci due volte prima di abbandonarsi al consumismo. Nell’inchiesta di Itv News il corrispondente Richard Pallot ha rivelato che il magazzino di Amazon a Dunfermline, nell’est della Scozia, distrugge ogni anno milioni di prodotti invenduti. Molti di questi prodotti non erano stati neanche tirati fuori dall’imballaggio.
martedì 13 luglio 2021
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Glifosato: la valutazione positiva dell’EFSA si basava su dati scientifici “accomodanti”.

Non affidabili 34 dei 53 studi di genotossicità, gli altri “parzialmente affidabili”. L’Ue si fida troppo della lobby dell’industria dei pesticidi. Il glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo. L’esposizione agli erbicidi a base di glifosato è stata collegata ad alcuni tipi di cancro, nonché a effetti negativi sullo sviluppo e sul sistema ormonale. Nel 2015-2017 le ONG e il Parlamento europeo sono riusciti a ridurre l’autorizzazione al glifosato nell’Unione europea da 15 anni a 5 anni. Un risultato ottenuto grazie a una campagna che ha aumentato la consapevolezza sulla tossicità dei prodotti a base di glifosato, sui principali problemi alla base del sistema di autorizzazione dei pesticidi e su come esistono alternative al glifosato in agricoltura. Nel marzo 2019 quattro europarlamentari verdi hanno ottenuto una sentenza della Corte di giustizia in cui si afferma che l’EFSA dovrebbe pubblicare tutti gli studi (segreti) sui rischi di cancro del glifosato. L’ONG SumOfUs ha richiesto all’EFSA 54 studi di genotossicità e ha avviato un’azione di finanziamento pubblico per poter pagare scienziati indipendenti per lo screening di questi studi.
mercoledì 7 luglio 2021
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“Non voglio vederti fermo”. Amazon, le rivelazioni shock di 3 dipendenti italiani: “Viviamo in macchina, trattati come robot”.

Reportage di TPI dallo stabilimento Amazon in provincia di Rovigo. I lavoratori lamentano il monitoraggio continuo delle loro azioni: "Sono stato redarguito perché mi è cascata una penna". I sindacati confermano: "Le persone sono trattate da robot umani". L'azienda non ha fornito un alloggio a molti dipendenti, che si arrangiano come possono. Alcuni dormono in camper fuori dalla zona industriale e persino in macchina nei sacchi a pelo. L’uomo Amazon non cammina, non corre, l’uomo Amazon marcia. “La chiamano così, la marcia Amazon”, spiega una lavoratrice del BLQ1, nome in codice per lo stabilimento di quattro piani e 189 mila metri quadrati situato esattamente sul confine tra San Bellino e Castelguglielmo, due piccoli Comuni a poco più di venti chilometri da Rovigo, 2.500 anime in tutto nelle brume del Polesine. Carla (nome di fantasia) fa parte dell’esercito arruolato lo scorso 21 settembre, giorno dell’inaugurazione, “con circa 220 posti a tempo indeterminato”, puntualizza l’azienda, “a cui si aggiungeranno nelle prossime settimane quelli a supporto delle attività per il picco di Natale”.
sabato 3 luglio 2021
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Pioggia di cemento sulla risaia storica bolognese. #VanghePulite

Una ‘bomba di cemento’ potrebbe colpire l’ultima risaia storica nel bolognese. La minaccia proviene dal progetto di costruire un gigantesco polo logistico. Cittadini e ambientalisti protestano, anche attraverso una petizione, per sventare il disastro. I sedicenti paladini degli agricoltori – Coldiretti in primis – plaudono invece all’iniziativa, a fianco degli amministratori della cosa pubblica. #VanghePulite. Malalbergo, l’antica risaia del bolognese Una zona agricola di grande valore naturale ospita l’ultima risaia del bolognese, a Malalbergo, che risale alla prima metà del secolo scorso. Dai tempi in cui gli argini venivano scavati a mano ai giorni nostri, l’ultima raccolta del riso risale a ottobre 2020. L’area – soggetta a vincolo paesaggistico in quanto zona umida – è riconosciuta quale nodo ecologico complesso, ai sensi della c.d. direttiva habitat. Ed è perciò protetta, quale baluardo di biodiversità, nel contesto della Rete Natura 2000. (1)
venerdì 2 luglio 2021
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Cosa sta succedendo in India e perché dovremmo saperlo.

Non stupitevi se non lo sapete. Non stupitevi se un sistema di informazione fermo a contare le vittime italiane tra i morti di un qualsivoglia massacro non ve l’ha mai detto. Sono decine di migliaia i contadini che da 8 mesi (8 mesi!) sono accampati alle porte di Nuova Delhi, in India. A separarli dal resto della città, il filo spinato e le camionette della polizia. Forse sono meno pop dei Black Lives Matter, ma sono tanti, affamati e pronti a tutto. Cosa vogliono i contadini indiani? E perché dovrebbe interessarci? Dal colonialismo all’imperialismo in India I fatti, anzitutto. Quando, nel 1947, gli inglesi se ne andarono dall’India, arrivarono al loro posto gli americani. Finiva il colonialismo, iniziava l’imperialismo. L’India dell’epoca, arretrata e vessata dalle carestie, si ritrovò catapultata nella green revolution. In poche parole, vagonate di pesticidi e concentrazione di tutta la produzione su grano e riso, a discapito di tutte le altre forme di agricoltura. Un meccanismo che non ha solo fermato le carestie, ma che ha anche creato una sovrapproduzione. E, si sa, quando c’è sovrapproduzione c’è disuguaglianza.
giovedì 1 luglio 2021
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